Il counseling è uno strumento importante per aiutare la persona a rielaborare e comprendere i vissuti, dai più recenti ai più antichi. É una modalità dialogica che è propria anche della tradizione yogica, in cui l’allievo e il maestro intessevano una relazione finalizzata a ciò che viene chiamato svadhyaya ovvero l’auto osservazione. Interrogarsi sui propri vissuti, comprenderli, riorganizzarli ed essere aiutato da uno sguardo esterno capace di dare una visione oggettiva e non soggettiva ha tantissimi benefici in qualsiasi momento della vita, accostato al percorso di pratica corporea oppure no.
Durante il percorso di formazione presso l’Aspic mi sono sentita molto aiutata dal lavoro di counseling nell’esplorazione dei miei vissuti, in particolare attraverso l’art counseling (in cui si usano differenti materiali espressivi per dar voce al proprio vissuto) perché attraverso il contatto con i materiali, i colori e la musica le mie emozioni sono emerse in modo diretto e inatteso, e il processo di integrazione è stato agevolato dalla realizzazione di un prodotto concreto. Credo che questo lavoro sia ricco di stimoli e possa dare, alla persona che vuole, una buona opportunità di auto-esplorazione.
Il counseling è un’opportunità per:
• esplorare e riconoscere schemi di pensiero e di azione
• conoscere le proprie emozioni e legittimare la loro espressione
• aumentare il livello di consapevolezza
• comprendere le proprie fragilità, accettandole e integrandole
• scoprire i propri punti di forza e trovare le proprie risposte
• utilizzare le risorse personali in modo efficace
• riconoscere e rispettare i propri bisogni
• imparare ad agire in modo più coerente ed integrato
Il counseling può essere svolto sia individualmente che a piccoli gruppi. Il lavoro individuale è indispensabile alla persona per prendere un primo contatto con se stessa, mentre il lavoro di gruppo permette di sperimentare sul campo nuovi comportamenti e nutrirsi dei momenti di condivisione.
Conseling nella nascita
Da tanti anni conduco gruppi di preparazione al parto naturale e post-parto. Seguire le donne in questo delicato momento mi ha portato per prima cosa a entrare in contatto con i miei vissuti di donna, madre e compagna.
La maternità è per la donna una vera e propria fase evolutiva nella quale vi sono profondi cambiamenti. La nascita o la rinascita della madre, “del senso dell’essere madre” emerge lentamente, è un’esperienza interiore intensa, inaspettata ed ambivalente, la donna va verso una nuova identità. Questo cambiamento passa anche attraverso la sofferenza fisica e psicologica provocata dal cambio di ruoli, da figlia a madre, e nei confronti del bambino, da un ruolo immaginario al bambino reale. Diventare madre vuol dire sapersi adattare, sul piano fisico, emotivo, sociale e personale: la vita della donna si modifica in modo permanente. è un cambiamento delicato, va accolto e valorizzato perché diventi una tappa dello sviluppo della personalità “sana” della donna, del bambino e della coppia.





